Escursioni fotografiche

In attesa dei due weekend fotografici di primavera:il primo, alle 5 Terre ed il secondo, sui colli bolognesi, Enrico, il fotografo che ci accompagnerà nelle escursioni-laboratorio, ci dà alcuni consigli per ottenere foto migliori. Oggi affrontiamo gli aspetti tecnici.

 

Il paesaggio è un “genere” molto diffuso tra gli appassionati di fotografia e può  essere molto appagante fin da subito, anche con mezzi relativamente economici, alla portata di tutti; questo perché un paesaggio è un soggetto praticamente immobile, sempre disponibile, sul quale non dobbiamo fare interventi di illuminazione.

Capita spesso però di rientrare a casa con foto insoddisfacenti, che non “restituiscono” l’atmosfera del momento che abbiamo vissuto e che volevamo immortalare ed è fondamentale cercare di capire perché questo succede;

  • prima di tutto bisogna tener presente che la scena che vogliamo fotografare ci coinvolge pienamente, non solo perché la osserviamo ma soprattutto perché ci siamo immersi con sensazioni che la fotocamera non può registrare come i profumi, la temperatura, il vento ecc..
  • in secondo luogo è bene tenere a mente che noi riusciamo, tramite i nostri due occhi, a percepire la tridimensionalità della scena, cosa che la fotocamera, di nuovo, non riesce a fare;
  • spesso si presentano poi situazioni in cui la luminosità del cielo è molto diversa da quella del primo piano; anche in questo caso i nostri fantastici occhi collegati al cervello ci restituiscono un’immagine bilanciata ma i sensori delle macchine fotografiche non sono, in nessun caso, così efficaci come i nostri occhi (o meglio; come il sistema occhi – cervello)

Questi tre punti molto generici servono a far capire che se non operiamo delle scelte (come per esempio l’ora in cui scattiamo la foto) e ci limitiamo a registrare la scena in maniera passiva difficilmente avremo immagine d’impatto.

 

Ecco allora alcuni consigli tecnici per ottenere immagini d’impatto.

La luce

La prima cosa da osservare è indubbiamente la luce, la sola in grado di creare la nostra immagine; generalmente la luce delle prime ore del mattino o quella delle ultime ore del pomeriggio (gli orari differiscono ovviamente in base alle stagioni) è da preferire.

Difficilmente  avremo buone immagini con la luce di mezzogiorno, con il sole alto a perpendicolo nel cielo, le ombre saranno molto dure, si avrà scarsa tridimensionalità nell’immagine, rischieremo di produrre foto brutte. Se invece proviamo a pensare alla luce che spesso in estate abbiamo poco prima del tramonto, morbida, che produce ombre lunghe, è facile immaginare che la foto sarà densa di atmosfera e tridimensionalità.

Ovviamente non è sempre possibile scegliere il momento in cui scattare, a maggior ragione durante le escursioni o i trekking (tema di questo piccolo articolo); vale come regola generale che la luce è migliore, per lo scopo della fotografia, se evitiamo le ore centrali della giornata.

Escursioni fotografiche
La luce

La Profondità di campo

La profondità di campo, in estrema sintesi, è la quantità di “spazio” perfettamente leggibile, davanti e dietro al soggetto che scegliamo per la messa a fuoco prima dello scatto. Una qualità che dovrebbe avere una buona foto di paesaggio (fatte salve alcune scelta artistiche diverse) è un’ottima leggibilità dell’intera scena che si ottiene se si fa in modo di avere un’elevata profondità di campo.

La combinazione di obiettivi grandangolari e diaframmi chiusi (f11 – f16) permettono di ottenere una profondità di campo estrema e, di conseguenza, una fotografia che sarà leggibile dal primissimo piano fino allo sfondo

Escursioni fotografiche
Profondità d.c Elevata
Escursioni fotografiche
Profondità d.c. Ridotta

L’obiettivo

L’obiettivo grandangolare (come suggerisce la parola) è un’ottica costruita per avere una angolo di visuale molto ampio, ottima quindi per i panorami; molte fotocamere di medio livello sono vendute con un obiettivo zoom che permette di muovere i primi passi nella fotografia di paesaggio.

Il diaframma è il foro attraverso il quale la luce, dopo aver attraversato le lenti dell’obiettivo, passa ed arriva ad impressionare la pellicola o il sensore. Il suo valore si indica con la lettera “f” seguita da un numero; più il numerò è alto (es. 11 – 16 – 22) più il foro sarà stretto ed otterremo elevata profondità di campo. Questo valore si può controllare nelle fotocamere che prevedono l’utilizzo in Manuale o in Priorità di Apertura (di solito indicato con il programma A, si fissa un numero di diaframma e l’automatismo della fotocamera determina il tempo di esposizione corretto) es. reflex, mirrorless o compatte evolute. Nelle fotocamere compatte più economiche invece è previsto solitamente un programma apposta (Paesaggio) contraddistinto da un disegno di montagne (dipende dalle marche); selezionando tale programma la fotocamera saprà che stiamo fotografando un panorama quindi provvederà ad utilizzare il diaframma più chiuso possibile per esporre correttamente la scena.

 

La Sensibilità ISO

Il concetto di Sensibilità ISO nella fotografia digitale è assimilabile a quello di ASA nella fotografia a pellicola, i rullini si acquistavano in base alle esigenze (100 ASA per luce diurna e sole, 400 ASA per condizioni di ombra o cielo coperto e così via). Allo stesso modo il valore ISO esprime la sensibilità alla luce del sensore e lo possiamo variare ad ogni diverso scatto. Ci sono casi in cui siamo costretti ad utilizzare sensibilità alte perché dobbiamo riprendere scene buie o con soggetti in veloce movimento e gli ISO alti (es. 800 – 1600 – 3200) permettono di registrare più luce nello stesso lasso di tempo (il tempo di scatto, cioè il tempo durante il quale l’otturatore della fotocamera rimane aperto per fare entrare la luce). Questo ci consente di evitare le foto “mosse”. Nella fotografia di paesaggio, almeno nella grande maggioranza dei casi, non abbiamo necessità di tempi molto rapidi per cui è consigliabile utilizzare valori ISO quanto più bassi possibile; ne trarrà beneficio la qualità e nitidezza generale della foto.

Escursioni fotografiche
Tempi lunghi

Mercoledì prossimo ci occuperemo della composizione.

 

enrico maria bertani

www.enricobertani.com

info@enricobertani.com